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Trebecco e il suo castello

Trebecco val Tidone è un borgo medievale ubicato sull’Appennino fra boschi di castagni e di querce, a 520 metri s.l.m., su un crinale proprio a ridosso di uno sperone roccioso di potenti strati arenacei, in posizione panoramica e allo stesso tempo strategica. La conformazione del rilievo è caratterizzato da versanti irregolari, modellati da movimenti franosi, le quote del territorio sono comprese fra 300 e 800 metri d'altezza. L’uso attuale dei suoli è principalmente agricolo e boschivo. La posizione del centro abitato assume un enorme significato storico–politico, poiché collocato in corrispondenza di una linea di confine che fin dal passato ha avuto una notevole importanza. I fatti che successero nel corso dei secoli, testimoniano quanto le radici di questo borgo, che compare sempre nelle cronache e nei diplomi alcuni dei quali antichissimi, siano profonde e intimamente legate alle alterne vicende comuni a tutti i centri dell’alta val Tidone.

Le prime notizie del Castrum de Durobecho, l'odierno Trebecco, risalgono ad un documento del 1029. Nel 1207 apparteneva ai monaci del Monastero bobbiese di San Colombano e nel XIV secolo fu oggetto di controversie tra il vescovo di Bobbio e i Malvicini Fontana (ai quali venne infine assegnato a patto che donassero annualmente ''una buona lepre'' al presule bobbiese).

Non si conosce l'esatto periodo di edificazione del maniero dotato originariamente di tre torri di avvistamento e di tre cinte murarie, ma studi dimostrano la sua esistenza nei primi del IX secolo su strutture di un maniero difensivo pre esistente. Il castello, più volte distrutto e ricostruito a causa della sua posizione strategica che consentiva il controllo della media val Tidone, passò nei secoli seguenti a molte famiglie nobili. L'11 agosto 1391 la famiglia dei conti Dal Verme, su concessione del Duca di Milano, entrò in possesso del borgo e del castello fortificato ponendo le prime basi della costituzione dello Stato Vermesco. I Dal Verme mentennero la proprietà del maniero fino alla seconda metà del 1900, periodo dal quale diventò proprietà di varie famiglie del borgo.

Dell'antico castello non rimangono che ruderi, ma girando nel paese è possibile scorgere resti inglobati e utilizzati per costruire molte case. Pregevole e da visitare è la chiesa di San Giacomo, recemente restaurata, che risalta per la semplicità e la bellezza delle sue forme. Le prime notizie riguardanti la chiesa parrocchiale risalgono all'inizio del 1500, quando compare su vari manoscritti la consacrazione della stessa e l'intitolazione a San Giacomo Maggiore Apostolo. L'edificazione della nuova chiesa si era resa indispensabile in quanto il vecchio edificio ubicato all'interno del castello era diventato con il passare dei secoli troppo angusto per accogliere i fedeli. La nuova chiesa venne costruita ad un unica navata centrale con l'altare maggiore posizionato sul fondo e con 4 cappelle laterali di cui una contenente l'antica statua lignea di San Giacomo Maggiore Apostolo.


 

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